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Il paese

di Salmastra

Camminare qui,
produce lo stesso suono dei piedi scalzi nelle conche in riva al mare,
quando il sale è secco e indurito dal sole.
Scricchiolii, lievi ma prolungati.
Un suono che vibra
e che accappona la pelle.

22 novembre 2010  |  Categorie: Senza categoria  |  Nessun commento »

MILA AZUKI DEI POVERI

di Salmastra

polso tumefatto

scrivo con una mano,

maledetti palloni.

Il dramma di una donna che faceva finta di essere sportiva
e finì col fare l’arbitro
con la rete del campo in bocca.

17 novembre 2010  |  Categorie: Senza categoria  |  Nessun commento »

di Salmastra

Una parola dietro l’altra.
Basta inanellarle con criterio.
Una serie indefinibile di indizi,
di sussurri in un orecchio,
tracce, come piedi sulla sabbia fresca della notte.
Crederci.

Farlo per lei
e la sua voce che mi spiega
(mi scuote)
lasciandomi sospesa a un filo
tra batticuore e frastorno

15 novembre 2010  |  Categorie: Senza categoria  |  Nessun commento »

SAN MARTINO

di Salmastra

Santità che aleggia nell’aria, fatta di riti quasi triviali, a ben pensarci.
Lumini che incorniciano le strade, donne intente a spazzare i marciapiedi per rendere degno passaggio.
Statue che sfilano ritte su spalle solite a piegarsi nei campi, tra dita con lune di terra, profumo stucchevole di incenso e fiori.
Archi di luce
”Salve come sta?
‘A quanto un pezzo di pecorino?”
‘Calzettoni in angora, belli caldi, signò.
‘Mi hanno regalato  un quadro stupendo’ detto con accento marcato, da labbra ricalcate più volte da mine grasse di matite marroni, come a renderle più carnose.

Un sindaco incravattato, con i capelli grigi e troppo folti.
Passeggini, palloni gonfi di elio.
Pappagalli e tartarughe, forbici a cinque lame che promettono ‘triti stupendi per il soffritto’ .
Il mio primo San Martino dopo anni. Dopo dieci anni.

13 novembre 2010  |  Categorie: Senza categoria  |  Nessun commento »

di Salmastra

piango
Per colpa del vino

del tempo che mi fotte

Avrò anch’io una casa

una scala che porta in terrazza
su cui stendere i panni al sole
i vestiti dei miei bambini
i calzini del mio uomo

Un amore
per tutta la vita?

11 novembre 2010  |  Categorie: Senza categoria  |  1 commento »

IO VIVO SEMPRE INSIEME AI MIEI CAPELLI

di Salmastra

Rimango allibita quando nel 2010 sento ancora gente che dice che le donne debbano avere i capelli lunghi per essere denominate tali.

Maggior charme? Per avere più carisma e sintomatico mistero? No quelli erano gli occhiali da sole.
Cosa hanno i capelli corti che non va? Io – e so di essere di parte ma è il mio blog, dunque ci scrivo quello che voglio- li trovo CAPELLI. Che si tagliano, e poi ricrescono, alimentando il business dei parrucchieri, o degli hair stylist, come si fanno chiamare ora per sembrare più moderni.
Insomma, ci ho dato un taglio, ma non li trovo meno sexy o meno chissà cosa di un banalissimo capello lungo, scalato, sfrangiato, mesciato.

In fondo, poi, di sembrare sexy non è che me ne sia mai fottuta una cippa.
Mi basta aver sfoltito questa chicas che mi troneggiava in testa, anche se stavo per svenire con l’acqua brilantinata antistatica che ha deciso di vaporizzarmi sul bulbo!

9 novembre 2010  |  Categorie: Senza categoria  |  Nessun commento »

SILENZIO

di Salmastra

‘Mettimi in controluce… Vedrai poesie.
Attraversami nel buio… Vedrai la luce’

Ho ritrovato i versi di Young, stanotte.
Una folgorazione.
Ho attraversato i paesi in macchina, veloce.
Le strade deserte.
Uno strano languore poetico addosso.
A piedi nudi, seduta a gambe incrociate sul pavimento, ho mescolato i versi alla mia voce, che li sussurrava piano.
Un morso alla mela.
Poi solo io e silenzio.

9 novembre 2010  |  Categorie: Senza categoria  |  Nessun commento »

AGGIUNGI AGLI AMICI

di Salmastra

Che pesantezza, ’sto blog.
Credo che se fossi uno psicologo-psichiatra direi che tutti i contenuti sono in linea con la mia persona.
Da oggi, niente più lamentele, piagnistei, riflessioni.
Scriverò quello che mi passa per la testa.

Facebook, ad esempio.
Quanti di quei 600 amici sono dei coglioni esagitati e gonfi, senza nulla da dire?
Stasera credo di averle viste tutte, che ridere. Scrivono cose come:

‘Amore mio, aspettiamo i tortellini di Vincenzo.’
Condividi se anche tu hai fatto sesso in macchina’ , correlata a immagine con stelline che incorniciano il culo di una che con una mutanda bianca (bianca!) anni ottantissima, tipo drive in per intenderci, sta pomiciando dietro un finestrino con gocce di pioggia disegnate.
‘Arte, divertimento, shopping d’alto livello’
‘Non tutti i brividi sono causati dal freddo’ e su l’immagine di una con due labbra canotto che bacia una spalla.

Che socialvite AFFASCINANTI!

2 novembre 2010  |  Categorie: Senza categoria  |  2 commenti »

e vabè

di Salmastra

che festa idiota, Halloween.
Ho sonno, mal  di pancia, un pigiama che non scalda, leggo un libro già letto.

Una pagina per volta, leggo piano.
Voglio che non scappi neanche una congiunzione.
Due anni fa ero a Dublino, dormivo accanto a lui, venuto per me.
Un b&b che puzzava di polvere, dal pavimento ricoperto di moquette sino in bagno.

La mia camera a casa vuota, quell’armadio verdone cubico pieno zeppo di berretti di lana e vestiti.
Se ci ripenso sembra una vita fa. Se ripenso a come ero felice, sorrido.

1 novembre 2010  |  Categorie: Senza categoria  |  Nessun commento »

la vita che vorrei

di Salmastra

Comincia dalla pace.
Dalla serenità che mi manca, e non so perchè.
Da un cane, il mio. Che non c’è più. Anche a costo di sembrare pesante.
Continuo a cercarlo con gli occhi, a tendere mani che già sanno che non si incastreranno più in quel pelo beige, sporco di erba. Di strada.

Continuo a trovare i suoi amici, stravaccati al ciglio dei marciapiedi.

E a dirgli che per colpa mia non c’è più.

Credo ci sia un principio di follia in tutto ciò. Parlare con dei cani.

O forse è l’unica parentesi di normalità in questa realtà castrante.

Vorrei che mia madre abbandonasse i panni e i fornelli per un cinema.
Mio padre che mi chiedesse, ogni tanto, se sono felice.
Vorrei sapere che il mio lavoro è per sempre. Che questa, in effetti, è la mia strada.
Vorrei cancellare la sensazione del sentirsi ospite in un’azienda.

La voglia, la forza e le parole esatte- e belle, e poetiche- incastrate al posto giusto.

Vorrei, per una volta, non dover dimostrare sempre chi e cosa sono.
Vorrei che il mio volto parlasse per me.

31 ottobre 2010  |  Categorie: Senza categoria  |  Nessun commento »

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