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Natale

di Salmastra

il viso di Pier, stasera. E di Sere.
Non è Natale.
Non è quello che mi riempiva di gioia.
Di speranza, non so poi in cosa.
Di stupore, come quello dei bimbi, stasera. Che hanno anche giurato di averlo visto, il fantomatico Babbo, con tanto di slitta, renne. Avvolto da una nuvola.
Tre birre. Un prosecco. La strada che scorreva veloce e io che pensavo che sono incosciente.
Paolo, stanco.
Il discorso con Ale, un’ora al telefono. Stessa, identica angoscia.

Buon Natale.

Che schifo.

25 dicembre 2010  |  Categorie: Senza categoria  |  Nessun commento »

ULLALAAAAAA’

di Salmastra

oggi ho avuto la prova lampante di quanto oltre possa spingersi la gente con illazioni, supposizioni, viaggi mentali, parole buttate a vanvera.
Com’era? ‘Nel bene o nel male, purchè se ne parli’?
Nel male, ovviamente.
Ma mi son fatta una risata immensa, scuotendo la testa.

E ho comprato un pasticciotto cioccolato fondente e crema.
;-)

23 dicembre 2010  |  Categorie: Senza categoria  |  Nessun commento »

è così che se ne va

di Salmastra

cambia tutto.
Bastano minuti, me ne sono accorta.
Un corpo in malora, mille corpi che si agitano, spostano, smuovono, allestiscono.
Poi è tutto un rituale che si ripete uguale per tutti.

Un cesto ai piedi, rivestimenti in raso candido, fiori, incenso, lacrime.
Mucchi di fazzoletti, nasi arrossati, un freddo che, qui, è troppo freddo.
Lacrime ancora. Vere e di circostanza.

Dolore sordo e contegno immenso nei volti di chi amo.
Rifiniture in pizzo, discorsi vani degli officianti, mancamenti lievi e celati.
Non passa ancora, non passa.
Ho ancora questo totale rifiuto per la morte. E per Dio.
Quello a cui tutti si aggrappano e che prezzolano perchè chiuda gli occhi sui trascorsi da peccatori.

Quello che far star meglio chi ha fede. E che dilania me.

23 dicembre 2010  |  Categorie: Senza categoria  |  Nessun commento »

DIMMI

di Salmastra

Scrivimi.
Dimmi che devi decidere, che stai temporeggiando.

Parlami, anche.
A bassa voce, e magari mentre parli sorridi, che ti si piegano gli angoli della bocca mentre lo fai, e il tono si colora di quel suono dolce che è il riso.

Dimmi che mi aspetti, vita.
E che sai esattamente cosa hai serbo per me.
Se dovrò scrivere, e scrivere per mestiere.
O se sarà una scrivania e un ufficio anonimo il mio destino.

Telefonami, se è più comodo.
O anche guardami. Un solo sguardo che mi faccia capire che la mia tela la sto (la stai?) tessendo.
Che non sarà disfatta, e non dovrò ricominciare.
Io non ho più pazienza.

12 dicembre 2010  |  Categorie: Senza categoria  |  Nessun commento »

LE GIORNATE COME QUESTA

di Salmastra

Le giornate come questa mi spiazzano.

Un pc di fronte, fogli bianchi in attesa di riempirsi al solo gesto delle mie dita che battono nervose sulla tastiera.
Qualche tasto incastrato, la erre, per l’esattezza, continua a non funzionare per via delle briciole di crackers finite lì sotto.
Vento, scirocco pesante, fuori.
Un’immagine stampata nel cervello: un vecchio in bicicletta, il cestino davanti in cui aveva infilato il suo bastone.
Eppure sorrideva.
Io son qui, plaid sulle spalle, camera sommersa da un caos indicibile, scrivania su cui ho ritrovato, nascosto tra i fogli, Volver di Almodovar. La scenografia.
Insofferenza alternata a tranquillità, poi stomaco chiuso.

30 novembre 2010  |  Categorie: Senza categoria  |  4 commenti »

non qui

di Salmastra

Un velo di fumo mi ha distolta da quello che eravamo.
In tanti, rumorosi, troppo vicini, in un posto troppo caldo, frammentati nei discorsi e nella sostanza.

Una boccata a polmoni aperti, immergersi tra i libri e la ruvidezza dei fogli, le copertine lucide, il profumo di carta, neanche poco prima. Una parentesi di bellezza distillata in parole e inchiostro.
Un totale senso di inadeguatezza e non appartenenza dopo.
E’ difficile da spiegare, l’unica cosa che so è che devo dominare un corpo devastato dalla discrepanza tra pensieri e azioni, legare due gambe che si alzerebbero, con garbo, e senza dare nell’occhio si perderebbero tra i gradini e il selciato fuori. E che invece (co) stringo forte.

Non è qui il mio posto.
Non è qui.

28 novembre 2010  |  Categorie: Senza categoria  |  Nessun commento »

TORNERA’ UN ALTRO INVERNO

di Salmastra

E’ piovuto un freddo prepotente sulle strade bucherellate del paese.
Il cielo è quello carico di ferite e  strappi di nuvole, che lo lacerano, lasciando però contorni ancora più nitidi negli angoli tornati sereni.
Non sono abituata, ho freddo.
Mi entra nelle ossa, mi fa camminare veloce, ansiosa di arrivare in qualunque posto possa darmi un po’ di tepore.
Basta anche l’ illusione,  rubata a qualche antro, tra la soglia  dei portoni in strada.
Un altro inverno che torna e mi trova inchiodata qui.
Un altro freddo, rispetto a Bologna, rispetto a Dublino, che affila le sue lame su un’altra donna.
Quella che sono diventata.

Mani e piedi legati.
Giornate che girano attorno a un pc, al reply alle mail ricevute ogni giorno, a telefonate, a caffè con lui e gli amici nella pausa pranzo,  a ‘ragazzi dobbiamo fare qualcosa, dobbiamo spaccare tutto, non possiamo continuare così, senza sogni, senza futuro’, agli sguardi che si incrociano, le teste che si chinano, il rumore delle chiavi che girano nel frutto dell’auto, una spesa veloce, appuntamenti che aggiungono solitudini e pensieri, km di asfalto grigio che sfilano veloci sotto le gomme,  i conti che non tornano, delusioni, esperienza, parole e parole su quello che sarà e che ci illudiamo di avere in pugno.

Ci accorgeremo solo poi che è null’altro che tempo che passa.

‘Tu sei qui. Ah tu non fuggi.
Tu mi risponderai fino all’ultimo grido.
Raggomitolati al mio fianco come se avessi paura.
Tuttavia qualche volta corse un’ombra strana nei tuoi occhi. ’

26 novembre 2010  |  Categorie: Senza categoria  |  Nessun commento »

Il paese

di Salmastra

Camminare qui,
produce lo stesso suono dei piedi scalzi nelle conche in riva al mare,
quando il sale è secco e indurito dal sole.
Scricchiolii, lievi ma prolungati.
Un suono che vibra
e che accappona la pelle.

22 novembre 2010  |  Categorie: Senza categoria  |  Nessun commento »

MILA AZUKI DEI POVERI

di Salmastra

polso tumefatto

scrivo con una mano,

maledetti palloni.

Il dramma di una donna che faceva finta di essere sportiva
e finì col fare l’arbitro
con la rete del campo in bocca.

17 novembre 2010  |  Categorie: Senza categoria  |  Nessun commento »

di Salmastra

Una parola dietro l’altra.
Basta inanellarle con criterio.
Una serie indefinibile di indizi,
di sussurri in un orecchio,
tracce, come piedi sulla sabbia fresca della notte.
Crederci.

Farlo per lei
e la sua voce che mi spiega
(mi scuote)
lasciandomi sospesa a un filo
tra batticuore e frastorno

15 novembre 2010  |  Categorie: Senza categoria  |  Nessun commento »

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