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mosaici

di Salmastra

due e dieci. Parcheggiata di fronte al mare sino ad ora, ho fumato con calma e ascoltato il rumore di quell’acqua inquieta, tra il profumo leggero del timo misto a quello di salsedine. Lui di fianco, ascoltava i miei silenzi, dolcemente. Immagini di una delle tante giornate che da qualche mese a questa parte scorrono veloci, e quasi tutte uguali. Ho rivisto il volto dolce di Dani a Barcellona, i suoi lievi sospiri quando Ana lo rimproverava secca e astiosa per qualche mancanza. Ho rivisto e ripercorso i nostri discorsi a Dublino, lungo O’ Connel Street, quando l’alcool scioglieva parlata e pensieri. Ho rivisto gli occhi di Berta, innamorata ma ancora restia a lasciarsi andare completamente, il suo italiano stentato e gli sguardi di chi non ha bisogno di tante parole per capirsi. Ho rivisto l’acqua in cui mi sono immersa lenta e a cui ho affidato pensieri e malinconie, i sorrisi dei bimbi alle giostrine, i volti stanchi e lievemente insoddisfati dei genitori che vegliavano, chi un pò distratto, chi preso dalle chiacchiere di circostanza. Ho rivisto i miei amici, gli occhi grandi e sinceri di Massimo, le sue paure e il suo modo infantile di chiedermi consigli.
Ho visto una parte di me cambiata per sempre.
Non so ancora dire se in peggio o, magari, in meglio…

10 luglio 2009  |  Categorie: Senza categoria  |  Nessun commento »

estate anomala

di Salmastra

fa troppo caldo stanotte.

Sono rientrata adesso e la mia finestra, come al solito, è serrata. Dà sulla strada e sono ancora preda delle fobie di un padre iperprotettivo, convinto che possa  venire chissà chi, chissà quando, a spiare sua figlia che dorme.
Uno spettacolo imperdibile, in effetti. Chi potrebbe mai perdere le mie performance notturne attaccata a un peluche spelacchiato e senza un occhio?
Gallipoli questa sera era deserta. E’ come se quest’estate stentasse a decollare.
Strano, soprattutto per me.
Cammino scalza però.  Questo mi aiuta a ricordare che in effetti siamo nella mia stagione preferita.
Cammino scalza, noncurante dei rimproveri e dei commenti. Cammino a piedi nudi, in fondo, mica senza mutande!
Che due palle la vita di paese.

Sto scrivendo in modo scollegato, come al solito. Non importa.
Sono incazzata perchè non riesco a leggere, mi fanno male gli occhi.
Non digerirò mai la cena di questa sera in quel ristorante sul mare.
Non passerà mai questa notte con 40 gradi in casa.
Ho bevuto un pò troppo vino, non ho messo la macchina dove avrei dovuto.
Domani mi aspetta una dura giornata che comincerà con un:-Perchè ieri non hai…???-

Vita intensa. Per la miseria.

9 luglio 2009  |  Categorie: Senza categoria  |  Nessun commento »

american beauty

di Salmastra

Contenitore per le urine sul letto.
Un biglietto: serve la tessera sanitaria.
E’ stato un pò come immedesimarsi in Ricky Fitts di American Beauty.

17 giugno 2009  |  Categorie: Senza categoria  |  Nessun commento »

DI RITORNO

di Salmastra

Quando non si ha nulla da dire inutile provare a mettere insieme qualche frase, giusto perchè bisogna aggiornare, scrivere, riempire. Ce ne son già tanti di rumori che preferisco il mio silenzio, anche se alle volte mi preoccupa. I miei silenzi sono spesso segnale che qualcosa non va, che sono demotivata, stanca o, perchè no, triste, alle volte. Capita agli umani.

In questo periodo non avevo semplicemente nulla da dire. Troppe parole assemblate per lavoro, meccanicamente, finalizzate alla soddisfazione di chi paga un servizio per cui ti devi applicare.

Stanotte, invece, penso che ho talmente tanta vita raggomilata dentro che ho bisogno di scrivere, di comunicare. Cambiano tante cose a una velocità così repentina che mi devo fermare per rendermi conto che ho quasi 28 anni, che sono nuovamente innamorata quando credevo di aver chiuso con un sentimento immenso e subdolo al tempo stesso, che ho dei progetti in delle scuole che mi tengono impegnata e che son serviti per farmi capire che è un mondo di cui non voglio ASSOLUTAMENTE far parte, che faccio la redatrrice per una testata giovane, che lavoro 10 ore al giorno e mi è calata la vista di un grado per occhio, che mi autoconvinco che prima o poi tutto questo sbattersi avrà un ritorno. Spero.Credo.

In tutto questo ho ritrovato una persona.
Una persona che non avevo perso, ma che semplicemente non avevo mai avuto la possibilità di scoprire. Non c’è stata vita assieme, ma anche andando a ritroso non so ancora ben spiegare il perchè. Credo siano scelte dovute a terzi, che ti si incollano addosso e a cui finisci col non dar peso. Rapporti lisi e dimenticati come un biglietto scaduto.
Poi invece ti accorgi che c’è dolcezza dall’alto lato, che c’è riavvicinamento naturale, senza forzature, senza ipocrisie. E ti senti fiera e felice di ciò che hai ritrovato e che cominci a (ri?)costruire. Stesse mani, stessa forma delle unghie, affinità di pensiero. Prendi per mano questa tua nuova vita, sorridi tra te e te e continui la corsa.
Con una persona in più al tuo fianco su cui contare.

3 giugno 2009  |  Categorie: Senza categoria  |  4 commenti »

SI PARTE

di Salmastra

Doveva cominciare a girare un pò la ruota.
Oggi a te, domani a me.

- Luciana, sei dei nostri!-

 

Sono pronta.
Io, un metro e poco più di altezza, redattrice  responsabile della movida di Lecce e provincia.

 

PS Colloquio:- Come crede di poter conciliare il suo ruolo istituzionale di insegnante con quello di pr e redattrice?-

L:- Mi scusi, ma io le sembro un’insegnante??- 

14 marzo 2009  |  Categorie: Senza categoria  |  2 commenti »

CLICK

di Salmastra

Alle cinque e mezzo, stamattina, era già luce.
Certo, il giorno si trascinava dietro ancora un pò di ombre della notte salentina, umida e limpida, ma ci fosse stata gente in strada ci si sarebbe riusciti a vedere in viso tranquilamente.
E invece c’ero io, sola.
Quando ero al liceo e si andava in gita vedevo lo stesso cielo. Uscivo di casa entusiasta, un pò rimbambita di sonno, con la valigia e i panini di mia mamma.
Mi alzavo a quell’ora solo quando dovevo partire e aspettavo che passasse Annavita, se non era il nostro turno andare a prenderla.
Poi mi son messa in macchina e ho guidato fino a Lecce.
Da Lecce ho preso un treno diretto a Bari.
Sul treno c’era una donna che ha continuato ad agitare la mano vicino al finestrino fino a quando la distanza non le ha impedito di guardare suo marito.
 Poi si è seduta con la borsa a bauletto sulle gambe e ha iniziato a sfogliare una rivista di poco conto, piena di foto e storie  inutili.
Ero seduta al centro, ma in fondo al corridoio. Mi sembrava l’immagine perfetta per una foto: solo piedi allineati e braccia che reggevano giornali.
Sono scesa a Bari, ho offerto una sigaretta a un vecchino dolce, avvolto da una coperta lurida, ho bevuto un cappuccino in un bar squallidissimo  e letto della strage in Germania.
Mi son sentita male, per un attimo, riflettendo sulla notizia.
Poi ho aspettato che arrivasse un perfetto sconosciuto a prendermi per il terzo colloquio, che è stato più lungo del previsto.
Eravamo rimaste in due. Partiti in dodici.
Domattina diranno chi meritava il posto, e io non ho buoni presentimenti, non so perchè.
Forse alla fine neanche mi interessa più, non lo so. I colloqui ti rendono ridicola, a mio avviso.
Parli di te stessa, in modo falso. Non andrei mai a dire in giro: "Sono una persona intraprendente e dinamica, perchè dunque non scegliere me?"
Pollo, è normale che se son qui e mi son proposta non sono una morta che non ama uscire, altrimenti mi sarei candidata alla società operaia!
Vabè, gli ho detto che non sono una abituata ad autoincensarsi, e non mi sono pentita.
Sono risalita sul treno, sono tornata in stazione, ho guidato verso casa, pranzato e poi di nuovo a letto.
Strani giorni.
Viviamo strani giorni. 

13 marzo 2009  |  Categorie: Senza categoria  |  Nessun commento »

VITA DI UNA PRECARIA

di Salmastra

Era tanto che non scrivevo.
In realtà avevo fatto un post lunghissimo due notti fa, ma quando sono andata a cliccare per postarlo si è magicamente dileguato, colpa della mia strepitosa connessione salentina.
Farfugliavo qualcosa a proposito dei parrucchieri, visto che ho divelto per l’ennesima volta la mia massa informe .
Avevo scritto che mi piace osserv are la gente nei parrucchieri, che alla signora di fronte era stata applicata una tintura che le aveva incollato i capelli e al tempo stesso glieli aveva sparati in alto tipo Goku.
Che la coppetta sul carrellino era piena di una crema rosso fuoco e ho dovuto resistere alla tentazione di immergerci le dita.
Che mi chiedevo come tingerò i capelli a cinquant’anni e se indosserò anch’io le calze a compressione graduata e le scarpe valleverde col rialzo interno, o col tacco un pò antico e tutto uguale.
Sono sola in casa, oggi è stata una giornata di totale inattività, a parte qualche curricula e il solito giro sui siti dei concorsi. Tanto non c’è una mazza.
Si era spento il fuoco e l’ho riacceso. Ho provato a parlare con Monia, ma la connessione e msn non ne volevano sapere.
Ho mangiato una coppetta di olive e tre polpette a merenda.
Ho il trucco di stamattina scolato, sembro un panda, ma non mi va di passare il latte detergente sulle occhiaie.
Ho una tuta assemblata male: pantalone nero, maglia azzurra di quando avevo 13 anni, felpa con zip double face.
Sono innamorata. Chi l’avrebbe mai più detto.
Penso che ci sarà un posticino per me e che anch’io troverò la mia strada, e intanto continuo a insegnare e a portare  a termine questi moduli un pò evanescenti.
Inserisco la password di fb che è diversa da quella di splinder. Scrivo cose sconnesse in modo veloce, perchè se mi passano di mente non le ricordo più.

O forse è meglio che non scriva più niente, dati i risultati.

2 marzo 2009  |  Categorie: Senza categoria  |  2 commenti »

NIENTE, GIUSTO QUALCHE RIFLESSIONE

di Salmastra

Qualcosa si sta muovendo.
Dicono che prima o poi la fortuna giri, ma io non so se si tratti o meno di fortuna.
Continuo a credere che nessuno regali nulla e che tutto quello che ho lo stia raccogliendo pian piano, ma solo perchè qualcosa, come si dice, ho seminato.
Ogni tanto.

Mi ritrovo a pensare molto. E lo faccio nella stessa stanza in cui lo facevo da bambina prima, da adolescente "anomala", come mi definiva mia madre, poi.
Fantasticavo tanto, all’epoca. Non sapevo cosa sarei diventata, ma facevo lunghe liste che ho ritrovato in un diario. Mi piace rileggere con quanta facilità passassi dall’architetto alla ballerina.

Idee un pò troppo confuse, mi son fatta tenerezza da sola.
Il bello, in tutto ciò, è che non è cambiato quasi nulla. Cioè, la matematica mi ha fatto capire che non ne voleva sapere, dunque architettura l’ho abbandonata, ma I sogni sono gli stessi, solo che allora credevo che li avrei concretizzati.
Se non tutti almeno qualcuno.
Ora non è che sia pessimista, ho solo una visione più lucida e disincantata.
E guardo i miei cd, le mie cassette su cui registravo dalla radio, i diari del liceo gonfi di ricordi e di carte di chewing gum, i miei pupazzi, l’armadio di fronte sempre aperto, le collane appese.

Le foto, sia quelle intere che quell fatte a pezzi e conservate in sacchetti per surgelare.
In trasparenza riesco a scorgere anche qualche mio sguardo, se mi concentro.
Chiudo gli occhi, e cerco di dormire.

9 febbraio 2009  |  Categorie: Senza categoria  |  2 commenti »

come fan presto amore ad appassire le rose

di Salmastra

Rivoglio i miei sei anni.
Rivoglio i miei occhi di bambina.
Puliti.
Rivoglio i miei sogni di balletti con spaccate e teatri.

I miei musical improvvisati.
Le scarpe slacciate.
I capelli negli occhi.
I miei sguardi su un mondo che sembrava il massimo.

2 febbraio 2009  |  Categorie: Senza categoria  |  2 commenti »

pessimismo

di Salmastra

questo mondo di merda mi spoetizza.

2 febbraio 2009  |  Categorie: Senza categoria  |  2 commenti »

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