VITA DI UNA PRECARIA
lunedì, 2 marzo 2009 alle 20:16
Era tanto che non scrivevo.
In realtà avevo fatto un post lunghissimo due notti fa, ma quando sono andata a cliccare per postarlo si è magicamente dileguato, colpa della mia strepitosa connessione salentina.
Farfugliavo qualcosa a proposito dei parrucchieri, visto che ho divelto per l’ennesima volta la mia massa informe .
Avevo scritto che mi piace osserv are la gente nei parrucchieri, che alla signora di fronte era stata applicata una tintura che le aveva incollato i capelli e al tempo stesso glieli aveva sparati in alto tipo Goku.
Che la coppetta sul carrellino era piena di una crema rosso fuoco e ho dovuto resistere alla tentazione di immergerci le dita.
Che mi chiedevo come tingerò i capelli a cinquant’anni e se indosserò anch’io le calze a compressione graduata e le scarpe valleverde col rialzo interno, o col tacco un pò antico e tutto uguale.
Sono sola in casa, oggi è stata una giornata di totale inattività, a parte qualche curricula e il solito giro sui siti dei concorsi. Tanto non c’è una mazza.
Si era spento il fuoco e l’ho riacceso. Ho provato a parlare con Monia, ma la connessione e msn non ne volevano sapere.
Ho mangiato una coppetta di olive e tre polpette a merenda.
Ho il trucco di stamattina scolato, sembro un panda, ma non mi va di passare il latte detergente sulle occhiaie.
Ho una tuta assemblata male: pantalone nero, maglia azzurra di quando avevo 13 anni, felpa con zip double face.
Sono innamorata. Chi l’avrebbe mai più detto.
Penso che ci sarà un posticino per me e che anch’io troverò la mia strada, e intanto continuo a insegnare e a portare a termine questi moduli un pò evanescenti.
Inserisco la password di fb che è diversa da quella di splinder. Scrivo cose sconnesse in modo veloce, perchè se mi passano di mente non le ricordo più.
O forse è meglio che non scriva più niente, dati i risultati.