NON STRIZZARE
di Salmastra
Che in fondo, chi può saperlo?
Chi lo sa, che giornata è stata?
Chi lo sa che spengo il pc solo adesso, che sono le due e mezza, con gli occhi che bruciano e, comunque, un sorriso.
Perchè la malinconia è andata. Le parole? Andate.
Andate in agende, disperse sul web, articolate con cura nelle mail di riepilogo post riunione.
Seminate nell’aria, con le persone nuove incontrate oggi sulla mia strada.
(chi lo sa che aspetto sabato con impazienza, anche se dovrò lavorare sino alle cinque del mattino, bene che mi vada?)
Ripensavo, in macchina, a chi mi circonda. A quante persone hanno impregnato la mia vita, senza mai che il mio cuore strizzasse via un solo ricordo.
In un attimo mi è venuto in mente lui, la spallata alla porta per entrare, al sorriso immenso mentre agitava la mano.
Frà che guarda abiti bianchi nelle vetrine anglossassoni.
Ila che gioca con le parole e che ha vinto mille battaglie.
Annavita, che si addormenta accanto a Fabio, alla chiacchierata di un’ora.
Ale, il microfono di Radio Bruno in borsa, il suo sguardo assonnato al mattino, prima di saltare in motorino e perdersi nelle vie di Bologna.
Monia, Gigio, il loro cane. Il divano che finalmente è entrato dalla porta, le loro colazioni mentre ridono.
Anna, curricula e ricette in mano. La voglia di cambiare.
Sere, ai suoi pensieri così strani, stretta a Pier.
Vale, Cla, Tia, Gabri, un pezzo della mia vita, i testi sottolineati, i prestiti in biblioteca, le birre, le cene da me, le coperte sulle spalle e le file in segreteria. L’amicizia, forte e duratura, che niente e nessuno può intaccare.
Mai.
Andrea, i denti anneriti dai sigari puzzolenti, la lista della spesa di fianco al letto.
Massi, mentre spazzolava Lantauer, mentre mi scrive di Petrusinella chiedendo conforto.
La mia Tita, innamorata tanto. E il suo Marco, innamorato. Tanto.
E Marcellino. Un condensato di amore in ogni singolo gesto che lascia a bocca aperta.
22 marzo 2011 alle 11:33
Tu sei la mia forza per ogni battaglia!
23 marzo 2011 alle 22:42
ti abbraccio forte da quassù (e ti penso tanto) : )