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FRA’?

di Salmastra

Sai a cosa penso stasera?
A quanto tempo  è scivolato via, e a cosa siamo diventate.
Donne, con ancora velleità da bimbe, da comprendere e da tenere ben salde.
Penso a quanta vita insieme, e quanta altra separate, ma condivisa sempre. Con lettere, messaggi, telefonate lunghe e fitte di risate, mail.
L’Arco, i divieti da rispettare. Il mio lettino di fianco al tuo, nella tua stanza, non appena trasferiti dal garage alla nuova casa. Il caldo, alle due del pomeriggio, quando risalivamo piene di sale e cotte dal sole di luglio. I capelli, che si schiarivano, si sfibravano, i segni del costume, le superga di tela ai piedi.
I nostri pit stop sotto l’albero di casa del Lemure (il Lemure, e i suoi occhi azzurri e quel modo di tuffarsi con i piedi dritti, a candela, e le braccia che ruotavano, neanche si stesse esibendo alle olimpiadi), il nostro separarci all’angolo e salutarci sino a quando il muretto non ci impediva la vista. La paura e le risate passando da casa del dottore, che se ci fermava era una pezza assurda, con le solite domande di chi sta perdendo un po’ la testa con l’età. Freddy Mercury,  i pomeriggi interi a vedere le VHS da te, parlando di Daniele. Le prime pene d’amore. I bigliettini durante le lezioni, Tafuri e il flauto in bocca, le tue poesie, i tuoi temi, i miei disegni, i cioccolatini buoni che scambiavamo per San Valentino per suggellare il nostro amore e il nostro legame. Tu che ti lavi i denti, lenta come una tartaruga, e io che ti infilo gli orecchini smaltati. la tua camicia a righe verdi della cresima, che se ci penso che sei sbattezzata mi viene da ridere, che caldo quel giorno a Otranto, ce lo potevamo evitare!

La famiglia di Varese, e quella macchina orribile che ci mandava in estasi. Gli apostoli che scendevano, “maglietta rosa” in pole position alla messa, che manco per quelli ci veniva di sorbirci!!
Tu a Pisa, filosofia. Io a Bologna. Comunicazione.
Tu a Bologna, io e te nei bar a depennare numeri di telefono, a chiamare e prendere appuntamenti. Case in culo al mondo, e poi…fatalità…casa a due passi dalla mia. Via Vela e via Agnesi.
Amori intensi, disperati, il robois alle sei del pomeriggio.
Il ripiano del tuo frigo.
E ora tu quasi all’altare. Metaforico, ovviamente, perchè sarà una cerimonia civile, ma il solo pensiero mi fa commuovere di gioia. E già ti vedo, con quel sorriso e quel pizzico di follia che da sempre ti contraddistingue e che mi rende fiera di te.
Perchè la nostra vita, alla fine, l’abbiamo costruita pian piano e continuiamo a farlo. Con coraggio e audacia.
Io sono sempre qui, al tuo fianco.

Questo post è stato scritto sabato, 19 marzo 2011 alle 03:29 nella categoria Senza categoria.
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Un commento a “FRA’?”

19 marzo 2011 alle 10:54

fra dice:

E io sono fiera di te, sempre. Grazie amica mia.

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