DAY BY DAY, MY WONDERFUL LIFE
di Salmastra
Le mie giornate si svolgono in questo modo. Spengo la sveglia, rotolo ancora un po’ nel letto, imprecando per il solo fatto di doverlo lasciare per mettermi davanti al pc. Infilo la pantofola, in genere sempre la destra per prima, perchè quella cazzo di sinistra finisce puntualmente sotto al letto, non so neanch’io per quale strana legge, e intanto pigio il tasto di accensione di questo portatile dallo schermo pieno di ditate e a volte incrostazioni di crema alla nocciola Loacker.
Leggo la posta dopo aver fatto pipì, metto in bocca un biscotto (quando ce n’è qualcuno decente che non siano quei fottuti galletti che credo ormai compri mia madre soltanto, e il fratello del signor mulino bianco), leggo la prima pagina veloce di repubblica e poi comincio a inserire eventi.
Telefono, cerco di evitare i rompicoglioni patentati che appesantiscono la mia vita, ovviamente con scarsi risultati. Per cui sorbisco la mia dose quotidiana di lamentele, mi riempio come un orcio di ‘sai, pensavo che il problema in relatà sono io, non lui’, ‘mi ha detto che gli piaccio ma non vuole impegnarsi’, ‘non c’è lavoro e io devo compilare quante più domande è possibile’, ‘mi accompagni a consegnare la domanda’ , ‘io non la sopporto mi sta sempre sotto’ con sti sms’ e via dicendo, fino a quando non riesco a sbattere chicchessia fuori di casa e ritornare al mio lavoro.
Allora mi chiedo: ma ho davvero la faccia così tranquilla, una vita che agli occhi degli altri scorre così tanto serena che tutti si sentono così tanto in diritto di sfracellarmi l’anima come un polpo sugli scogli? Strana similitudine, ma è proprio così che mi sento stanotte. Ancora più incazzata se penso che se anche dico di essere lasciata in pace è come se parlassi ai muri.
E’ una questione di rispetto, cazzo. Mi ha scritto il collega, stasera. Pare non vadano bene le foto. Foto che ho scelto per SOLE due ore e un quarto col diretto interessato e l’intera stirpe. Mancavano la nonna, che era in ospedale,e il prozio, che si strofinava il viso con l’allume di rocca dal barbiere. Mi sono girati così tanto che se non avessi avuto la felpa pesante sarei sicuramente potuta decollare. Ho risposto, grazie al cielo potevo contare sugli squilibri ormonali premestruali e la follia che ne deriva.
Ora sto meglio.
21 gennaio 2010 alle 18:58
tvb