mosaici
di Salmastra
due e dieci. Parcheggiata di fronte al mare sino ad ora, ho fumato con calma e ascoltato il rumore di quell’acqua inquieta, tra il profumo leggero del timo misto a quello di salsedine. Lui di fianco, ascoltava i miei silenzi, dolcemente. Immagini di una delle tante giornate che da qualche mese a questa parte scorrono veloci, e quasi tutte uguali. Ho rivisto il volto dolce di Dani a Barcellona, i suoi lievi sospiri quando Ana lo rimproverava secca e astiosa per qualche mancanza. Ho rivisto e ripercorso i nostri discorsi a Dublino, lungo O’ Connel Street, quando l’alcool scioglieva parlata e pensieri. Ho rivisto gli occhi di Berta, innamorata ma ancora restia a lasciarsi andare completamente, il suo italiano stentato e gli sguardi di chi non ha bisogno di tante parole per capirsi. Ho rivisto l’acqua in cui mi sono immersa lenta e a cui ho affidato pensieri e malinconie, i sorrisi dei bimbi alle giostrine, i volti stanchi e lievemente insoddisfati dei genitori che vegliavano, chi un pò distratto, chi preso dalle chiacchiere di circostanza. Ho rivisto i miei amici, gli occhi grandi e sinceri di Massimo, le sue paure e il suo modo infantile di chiedermi consigli.
Ho visto una parte di me cambiata per sempre.
Non so ancora dire se in peggio o, magari, in meglio…