MY LIFE IN DUBLIN
di Salmastra
Stamattina ero imbottita talmente tanto che l’omino Michelin al confronto è un figurino.
Con il mio cappellino, i miei guantini e il mio giubbotto lungo fino alle ginocchia camminavo per Talbott Street in direzione college, bestemmiando perchè è proprio vero che, nella vita, gli esami non finiscono mai. E non parlo di esami metaforici.
Per strada, un sacco di strane immagini.
Una donna, ad esempio, aveva solo una t-shirt addosso e un cane al guinzaglio. Continuava a correre sul posto anche se era ferma e aspettava che il cane facesse pipì.
Un ragazzo con due stampelle che ha attraversato uno degli incroci più pericolosi di tutta Dublino correndo come un dannato. Sulle stampelle, ovvio.
Un vecchio appoggiato a un bancone, con gli occhi stretti e un cappello di lana perfettamente dritto e alto fino a metà soffitto…
Curiosi, gli autoctoni.
26 ottobre 2008 alle 17:59
Ciaciaaaaaaaa, ma fa davvero così fleddo? Aora Escia non po venire…lei more….