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non ci siamo

di Salmastra

sono nervosa.
sono come immersa in uno stato di assopimento liquido, che mi avvolge e mi annebbia la vista, mi fa perdere lucidità.
Ho bisogno di essere serena, di amicizie, le mie, solite, sparpagliate per il mondo. Di leggerezza, di entusiasmi, di tempo per me stessa e per leggere in silenzio, da sola.

Mi viene da ridere e piangere al tempo stesso nel rileggere le pagine scritte a sedici anni. Credevo davvero che ogni sogno si sarebbe realizzato. Ero ambiziosa. Ma ero solo un’adolescente con idiote velleità.

26 giugno 2010  |  Categorie: Senza categoria  |  Nessun commento »

di Salmastra

Più che altro è vedere cosa siamo diventati a farmi rivoltare le budella.
Di tutti i sogni, di tutte le ambizioni, non ne rimane neanche un pugno. Si aspira addirittura alla stabilità e affidabilità di un tristissimo posto pubblico, pur di stare tranquilli.

Senza mettersi in gioco. Senza desiderare nient’altro che uno stipendio che possa agevolare una firma per un mutuo.
Che Italietta scandalosa.

31 maggio 2010  |  Categorie: Senza categoria  |  1 commento »

punto e a capo

di Salmastra

inutile che ci provi e che mi prenda in giro da sola. Non posso competere con chi in questo paesino di merda ci ha passato la sua vita e ha intessuto una rete di contatti che gli consentono di arrivare ovunque.

Mi tiro fuori.
Non fa per me andare a fare lecchinaggio per ingraziarmi qualcuno, non fa per me interessarmi delle minchiate che succedono in questo posto che odio.
Non fa per me dovermi giustificare anche per il fatto di non avere tempo.
Non fa per me e basta.
Punto e a capo

27 maggio 2010  |  Categorie: Senza categoria  |  Nessun commento »

FACCIAMO CHE SCRIVO

di Salmastra

Non lo faccio da tanto, prima ero molto più prolifica. Sarà perchè qui trascorro il 90 % delle mie giornate tra pc e cellulare che non ne ho più voglia, sarà che la mia vita è parecchio cambiata in soli due anni e la mia mente in questo posto si è intorpidita e cristallizzata in pensieri più pesanti e ingombranti…sarà, sarà, sarà…

In ogni caso quando avverto nelle dita l’irrefrenabile voglia di sfiorare i tasti, di toccarli a fondo e con foga quando vedo che c’è qualcosa per preme per venire a galla, non mi risparmio. E ne sono felice, mi fa sentire viva.

Ho pensato che stasera devo dire quanto questo paese mi abbia imbrigliata e imbavagliata. Quante cose vorrei sputtanare, descrivere, urlare, quante bombe vorrei lanciare e quante, invece, sono costretta a reprimerne per una serie di motivi che non sto a elencare.
A quanto vorrei uscire fuori da queste maledette comparse, da questi teatranti o circensi che si autoincensano agli incroci, si salutano sventolando braccia e mani, si compiacciono di loro stessi e delle loro opere evanescenti e insulse e non appena voltano l’angolo sono lì ad imprecare, a  grattarsi gli attributi con la vana- e stolta- speranza che l’ancorarsi a un  gesto scaramantico possa scongiurare invidie e invettive.

Da un lato li osservo, e provo pena. Pena per le esistenze vissute in modo vuoto, rancoroso. Pena perchè si sa che se sputi in cielo prima o poi il tuo stesso catarro vischioso finisce col ricaderti in viso, e col ricoprirlo.

Dall’altro devo tenere a freno lingua e impulsi. Il primo sarebbe quello di sferrare un calcio dritto sui denti, e farli rimanere lì, sdentati.  La ragione, purtroppo, prevale. E mi fa solo voltare il sedere e andarmene sgranocchiando patatine al formaggio.

12 aprile 2010  |  Categorie: Senza categoria  |  Nessun commento »

LO SAI

di Salmastra

affondi i piedi in due pozzanghere, ma presto, lo so, ne verrai fuori.
Solleverai la testa e mi guarderai dritta negli occhi. Un braccio dietro la schiena e ce ne andremo chiacchierando, ridendo.
E tutta la melma intorno verrà lavata dalla forza di un legame indissolubile.

8 marzo 2010  |  Categorie: Senza categoria  |  Nessun commento »

DAY BY DAY, MY WONDERFUL LIFE

di Salmastra

Le mie giornate si svolgono in questo modo. Spengo la sveglia, rotolo ancora un po’ nel letto, imprecando per il solo fatto di doverlo lasciare per mettermi davanti al pc. Infilo la pantofola, in genere sempre la destra per prima, perchè quella cazzo di sinistra finisce puntualmente sotto al letto, non so neanch’io per quale strana legge, e intanto pigio il tasto di accensione di questo portatile dallo schermo pieno di ditate  e a volte incrostazioni di crema alla nocciola Loacker.

Leggo la posta dopo aver fatto pipì, metto in bocca un biscotto (quando ce n’è qualcuno decente che non siano quei fottuti galletti che credo ormai compri mia madre soltanto, e il fratello del signor mulino bianco), leggo la prima pagina veloce di repubblica e poi comincio a inserire eventi.

Telefono, cerco di evitare i rompicoglioni patentati che appesantiscono la mia vita, ovviamente con scarsi risultati. Per cui  sorbisco la mia dose quotidiana di lamentele, mi riempio come un orcio di ‘sai, pensavo che il problema in relatà sono io, non lui’, ‘mi ha detto che gli piaccio ma non vuole impegnarsi’, ‘non c’è lavoro e io devo compilare quante più domande è possibile’, ‘mi accompagni a consegnare la domanda’ , ‘io non la sopporto mi sta sempre sotto’ con sti sms’ e via dicendo, fino a quando non riesco a sbattere chicchessia fuori di casa e  ritornare al mio lavoro.

Allora mi chiedo: ma ho davvero la faccia così tranquilla, una vita che agli occhi degli altri scorre così tanto serena che tutti si sentono così tanto in diritto di sfracellarmi l’anima come un polpo sugli scogli? Strana similitudine, ma è proprio così che mi sento stanotte. Ancora più incazzata se penso che se anche dico di essere lasciata in pace è come se parlassi ai muri.

E’ una questione di rispetto, cazzo. Mi ha scritto il collega, stasera. Pare non vadano bene le foto. Foto che ho scelto per SOLE due ore e un quarto col diretto interessato e l’intera stirpe. Mancavano la nonna, che era in ospedale,e il prozio, che si strofinava il viso con l’allume di rocca dal barbiere. Mi sono girati così tanto che se non avessi avuto la felpa pesante sarei sicuramente potuta decollare. Ho risposto, grazie al cielo potevo contare sugli squilibri ormonali premestruali e la follia che ne  deriva.

Ora sto meglio.

19 gennaio 2010  |  Categorie: Senza categoria  |  1 commento »

BYE 2009

di Salmastra

di nuovo l’ ultimo dell’anno. Di nuovo un pessimo umore, un retrogusto amaro che non passa.
L’unica cosa che so è che ho trascorso il mio ultimo giorno del 2009 a letto, tra libri, cd e pensieri.
Non mi è dispiaciuto.

Mi sarebbe dispiaciuto di più circolare per questo paese come faccio sempre, ciondolare in macchina, sentire discorsi noiosi e far finta di ridere, le solite battute, idiote e tristi come chi le fa, le critiche e i risolini sardonici, fatti da chi non ha altro cazzo a cui pensare e altro cazzo da fare se non parlottare a vuoto e lamentarsi della propria vita.

Il mio augurio per l’anno che verrà, quest’anno, non è rivolto agli altri.
Sarebbe falso dire che auguro agli altri qualcosa.
E’ solo tempo che passa, in fondo, e noi poveri coglioni che brindiamo, facciamo buoni propositi…

E poi tanto non cambia una mazza, a meno che non ci impegnamo davvero perchè qualcosa succeda, perchè qualcosa si smuova.
Il mio augurio per il nuovo fottuto anno che viene è che riesca a liberarmi dai fardelli che mi occludono l’anima, che mi risucchiano tempo, energie, che riesca a investire di più su me stessa, che riesca a mandare tutti a fanculo.

Ecco il mio più sincero e spassionato augurio.

31 dicembre 2009  |  Categorie: Senza categoria  |  Nessun commento »

di Salmastra

in effetti so esattamente cosa mi manca, hai ragione.
Mi manca  il pugno di ferro, mi manca il dire no secco e deciso senza tante pippe quando NON HO VOGLIA di fare qualcosa e invece la faccio per far piacere a qualcuno, mi manca la mia indipendenza, quella che a Bologna e Dublino mi faceva alzare la mattina, mi faceva decidere come organizzare ogni minuto della mia vita e della mia giornata senza dover dare conto a nessuno se non a me stessa. La stessa indipendenza che mi permetteva di rimanere in biblioteca in un angolo fino a  quando non diventava sera, quella che mi faceva commuovere mentre camminavo per strada e vedevo una scena che mi inteneriva e che trovavo splendida, così, senza un motivo. Quella che mi faceva stare chiusa, a letto, senza alzare un dito, senza neanche mangiare, senza che nessuno mi chiedesse quale motivo ci fosse per farlo.

Adoro le parole, i confronti e la catarsi che deriva da un semplice discorso, fatto bene, fatto con le persone giuste.
Adoro il senso di leggerezza che finalmente ha preso il posto di quelle pietre ingoiate, che pesavano come cave intere sul petto.

Cercherò di cambiare, promesso.

21 dicembre 2009  |  Categorie: Senza categoria  |  Nessun commento »

post ubriaco, ma non troppo

di Salmastra

non ho più pazienza e, al tempo stesso, non vedo soluzioni.
Odio la mediocrità di cui mi sto rivestendo, l’approssimazione che riempe le mie giornate, l’incuranza con cui gestisco i miei giorni.
Odio questo essere sospesi tra un presente che non si smuove e un futuro, sperato, che non riesco a costruire neanche impegnandomi. Odio queste mie indecisioni e questo mio essere fortemente dipendente.
Non so scegliere la mia strada, ma al tempo stesso scanso i consigli.  Odio scrivere di nulla, con parole buttate lì per dovere e odio lo sforzo che devo fare per non buttare secchiate di merda di cavallo nelle proposizioni.
Se solo avessi il coraggio di resettare tutto e ricominciare da zero, senza nessuno intorno.

SENZA NESSUNO.

9 dicembre 2009  |  Categorie: Senza categoria  |  1 commento »

IGNAVIA

di Salmastra

non sarò mai nessuno perchè, in fondo, sono una che non sa imporsi.

Non so dire no, innanzitutto. E se lo dico, nel momento stesso in cui lo pronuncio, sto così male che penso che in fondo potrei anche fare quello che non mi va per far contento qualcun altro. Solo che poi sto male quando vedo che non è mai così al contrario.

Secondo. Stasera ripercorro piano piano il filo dei pensieri, e vedo che non sono coerente. C’è sempre qualcosa che mi sfugge, qualcosa che mi limita, che non mi fa vivere serena. Serena con me stessa. Che è il primo passaggio per poter stare bene e in pace con gli altri.

Ho guardato il mio cv, ho pensato a tutte le volte in cui ho gioito per quelli che mi sembravano traguardi, primi passi per qualcosa di diverso e che in realtà si son rivelati fumo negli occhi. Cadaveri in decomposizione. Illusioni, fantasie della mia mente.

Non piango perchè, comunque, non ne vale la pena. Ma continuando di questo passo finirò nel girone degli ignavi. Sospesa intorno alle mie illusioni, ai miei castelli di vetro, ai miei contratti evanescenti, punta continuamente da rimorsi e dal tempo che mi prenderà per il culo per il resto dei miei giorni. Che, in quello stato, saranno purtroppo infiniti.

5 dicembre 2009  |  Categorie: Senza categoria  |  Nessun commento »

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